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La Notizia Febbraio 2012

In Arte: Dario Ballantini*

Martedi 31 Gennaio 2012 la Fiumano Art Gallery ha inaugurato la prima mostra personale di Dario Ballantini a Londra.

Alla Fiumano hanno presentato una belissima rassegna di lavori che narrano un percorso personale e ben delineato dell’artista livornese.

Lo devo ammettere, Ballantini mi piace. E’  bravo, e’ un artista con una forza espressiva degna del titolo di Pittore.

E non ditemi che e’ stato facile perché’ viene dal mondo dello spettacolo, perché’ non e’ così.

Ha dovuto affrontare i giudizi inappellabili del suo pubblico e ha dovuto fare i conti con una doppia vita, che forse tanto doppia non e’: Dario Ballantini e’ un grandissimo trasformista che in Tv copia personaggi famosi, e davanti alla tela fa esattamente la stessa cosa, si trasforma. L’arte di cambiare la sua immagine, mettere, togliere, stare ore a provare nuovi volti non e’ un’ attitudine lontana da una normale giornata di un creatore dell’arte.

Le sue opere sono una ribellione di colori che lui prova a dominare e far vivere in armonia nella tela, riuscendo a non annullare la forza del pigmento ma a giocarci fino a trovare, da un groviglio di pennellate, le sue forme e figure.

La tradizione pittorica di Ballantini non nasce con la televisione, infatti ha  iniziato a dipingere da quando era piccolo in una citta’ come Livorno e con la sua forte tradizione post macchiaiola.  Destino gia segnato? Forse si. Ha  iniziato presto, ma ha cominciato a crederci una decina di anni fa. Anzi, più’ che lui ci hanno creduto gli altri, i suoi clienti, che hanno visto, e continuano a vedere,  un investimento artistico. Dite che e’ troppo facile? Che si compra un nome già noto? Non sono d’accordo. Ivano Fossati non avrebbe rischiato il suo tour solo per avere un nome famoso,  quando ha affidato a Ballantini tutta la creazione artistica della scenografia dei suoi concerti. Andiamo, non l’avremmo fatto neanche noi per un nostro parente!

Se per anni Ballantini ha tenuto nascosto questa sua dote pittorica, oggi la può mostrare godendosela senza nessun timore, perché’ il pubblico sovrano lo ha giudicato, e lo ha giudicato bene. La prova del nove la ottiene ogni volta che mostra  le sue opere ottenendo buone critiche da galleristi e curatori; del resto la sua pittura capovolge e sconvolge completamente l’immagine di Ballantini. Non più’ l’artista che si maschera da qualcun altro, ma finalmente l’attore che cala la maschera per mostrarci il proprio ‘Io’, il vero Dario che come ogni artista davanti ad una tela inizia a recitare la parte più’ difficile: se stesso.

Questa parte non e’ da sottovalutare; un nome conosciuto può avere gioco facile nella creazione di un nuovo business, ma da qui a riuscire a crearsi una vera e propria carriera c’e’ di mezzo il talento; il rischio di giocarsi tutta la credibilità’ del suo pubblico e’ troppo alta, c’e’ troppo da perdere e poco da guadagnare.

Ballantini ci ha creduto, e se ha iniziato per gioco ora si sta anche divertendo.

Allora che dite? Siete disperati perché’ vi siete persi la sua mostra a Londra? Non preoccupatevi! Ballantini ritornera’  a Londra a Marzo per esibire con Art Caffe London a ‘La Dolce Vita’ fair per la Camera di Commercio a Londra.

I told you! Ci stanno cominciando a credere anche all’estero!

*(Dal catalogo – In arte: Dario Ballantini – 2006)

 

 

La Notizia VII 6 DICEMBRE 2011

Chi ha paura dell’arte contemporanea?

Quante volte avrete esclamato, durante la visita a una mostra di arte contemporanea (magari obbligati),’Non ci voleva un genio a fare questo’; sono certa anche che davanti ad un quadro del ‘600 a nessuno salterebbe in mente di dichiarare il ‘Non mi piace’, non potendolo motivare con il famoso ‘Lo potevo fare anch’io’.

Molte persone non capiscono l’arte contemporanea, non la condividono; Benissimo, ma sono sicura in una loro reazione, anche un sorriso, se camminando in un parco si fossero imbattuti in un cartello con scritto ‘Cerco piccione grigio, non ha segni di riconoscimento, non risponde a nessun nome’; idea assolutamente fattibile da tanti, ma realizzato solo da un artista svedese.

Commentatelo pure.

Il libero arbitrio nell’arte contemporanea è un grande dono ma non prendiamocela con quello che non capiamo, il nostro essere troppo impegnati a sopravvivere nel mondo non dovrebbe essere un debellante per non avere tempo per un momento di riflessione, perché è quello che l’arte contemporanea vuole: far riflettere anche con i suoi ‘ma come si aspetta di ritrovare un piccione?’.

Rassicuro sul fatto che l’arte contemporanea sia difficile anche agli addetti ai lavori; E’ successo, infatti, in Germania che una responsabile delle pulizie non abbia riconosciuto l’opera d’arte come tale e abbia pulito una costosissima macchia di calcare/gesso, in una bacinella, per un danno irreparabile al museo di circa 850mila euro. Mi viene in mente anche la scena del film di Alberto Sordi e Anna Longhi che visitano la biennale di Venezia. Lei, stanca e spossata da una visita interminabile, si siede sotto una pianta aspettando un maritozzo quando dei collezionisti la scambiano per parte dell’opera e, commentando la bellezza di quella composizione, motivano le scelte dell’artista nell’uso di pianta-donna-sedia offrendo un’ingente somma per un’eventuale vendita. Scena assolutamente probabile, un po’ come quando in un museo si osserva per svariati minuti anche l’estintore, in caso non fosse, per quella mostra, usato solo in caso di incendio.

Questi sono solo pochi esempi di come l’arte contemporanea possa a volte risultare di difficile comprensione, perché’ richiede più attenzione del solito e quindi più fatica, facendoci sentire inadeguati. Non è proprio come guardare un Leonardo da Vinci, direste, ma solo perché’ non si ha idea di che simbologia ci sia dietro ogni suo lavoro; basta vedere quant’è straordinario e perfetto e cosi facile da ammirare, non c’è niente da capire è tutto li. Sicuri?

Una mostra contemporanea non da risposte, ma ci fa domande, il limite tra l’opera d’arte comunicazione e marketing è veramente sottile, basta non opporsi alle prime difficoltà. Quello che non capiamo non è pericoloso, richiede solo più tempo.

Consiglio allora, per la prossima volta che andrete a vedere una mostra di arte contemporanea (costretti o no), non abbiate paura di confessare i dubbi o piaceri nel vedere un’opera. Non siete voi lontani da questa realtà, quell’opera che state osservando è uno studio, un’idea, anche provocatoria, una forma di comunicazione che l’artista cerca in voi e che, anche se non direttamente, vi stimolerà e inciderà nelle vostre azioni e pensieri, come quando anche solo per un momento, in quel parco, cercherete quel famoso piccione grigio.

Desperate Artwives

A tutte quelle donne che quando la sera dicono ‘Vado a letto’ significa andare in cucina a preparare la colazione per il giorno dopo, sistemare vestiti e gli zaini per la scuola, dare il mangiare al gatto, rimboccare le coperte, preparare la lettera alla maestra, lasciare i soldi per il lattaio, ritirare i panni e soprattutto dare un ultimo sguardo a quel loro angolo di arte che è stato messo da parte per la vita di tutti i giorni, segnalo una bellissima iniziativa tutta al femminile: Desperate Artwives.

Desperate Artwives è un’idea nata da una mamma/artista Italiana con sede in Inghilterra Amy Dignam che ha deciso di non lasciare più da parte l’arte ma di creare con l’aiuto di altre wonderwomen-mamme-donne-artiste un gruppo unito per supportare la propria creatività e non abbandonarla sotto documenti da firmare.

Unica regola da seguire per partecipare: Il lavoro deve essere stato creato interamente a casa, fra i lavoretti, la famiglia e le bollette.

Installazioni, video, fotografia pittura scultura sono i benvenuti in un progetto che vede le donne sempre più convinte che c’è spazio per portare avanti i propri sogni anche se accompagnati ovviamente dai soliti salti mortali degni di un trapezista.

Per maggiori informazioni

info@desperateartwives.com

www.desperateartwives.com

 

La Notizia VII 5 OTTOBRE 2011

Street Art: From London to Italy

C’era chi sarebbe stato pronto ad urlare al vandalismo, e invece il nostro caro Stivale ci ha dato una bella lezione di apertura a quell’arte che nel Nord Europa sta per entrare nelle gallerie, ma che in Italia e’ ancora coperta da scetticismi e perplessita’: la Street Art.

E non stiamo parlando di scritte sui muri stile – Laura Ti Amo- o – Cri ti Lovvo- , ma veri e propri artisti eclettici che stanno avendo una carriera promettente.

Ed e’ successo a Sassari, in Sardegna: L’idea e’ nata dal gruppo Aliment(e)zione ed ha visto coinvolti, dal 29 di Settembre al 3 di Agosto 2011, 3 Street Artists italiani di fama internazionale: BLU, TELLAS ed ERICAILCANE.

I tre artisti hanno lavorato nello stesso momento non avendo assolutamente un’idea di base, ma lasciandosi ispirare dai luoghi, dalla gente, e dale tradizioni in cui si sono trovati a disegnare. E così sulle facciate si sono materializzati alcuni elementi chiave della tradizione e dell’habitat della Sardegna: caproni, fenicotteri rosa e campanacci, rivisitati con consapevolezza per valorizzare spazi a disposizione di tutti. Un’arte che poco ha a che fare con gli atti di vandalismo con cui spesso è associata, ma anzi si propone di restituire agli abitanti la dimensione della città, creando quel dialogo con le persone ormai quasi espropiate del loro contesto urbano.

Un progetto attualissimo, realizzato con grandissimo entusiasmo dimostrando che L’Italia e’ pronta a far parte di quel circuito artisco dove per ora, primeggiano ancora le citta’ metropolitane.

ZAGO AND YOUR FRIENDS

Emergency Uk inaugurera’ a Novembre l’evento d’arte ‘Zago and Your Friends’ per raccogliere fondi a sostegno del Centro Pediatrico di Bangui.

Il progetto consiste in un evento di mostre itineranti che saranno dislocate in 4 differenti sedi a Londra ed un’asta che vedra’ la vendita dei 100 lavori d’arte creati appositamente.

I lavori, tutti di artisti italiani, sono stati creati a 4 mani con l’aiuto dell’ideatore dell’evento, Gianantonio Marino Zago, un artista Veneto che per mesi ha accolto nel suo studio I lavori degli artisti finendoli con il suo talento e la sua esperienza, con l’uso di materiali di riciclo.

Tutti I lavori saranno in vendita per l’anno 2011/2012 per il prezzo di 350 pound.

L’Ingurazione e’ prevista per il 26 di Novembre a Enfield al Dugdale Centre.

Maggiori info: office@emergencyuk.org


LISSON GALLERY MILAN

A dispetto dell’esterofilia artistica che vige in Italia abbiamo assistito a Settembre ad un passo importante per l’arte contemporanea del Bel Paese: ha infatti inaugurato in Italia ‘La Lisson Gallery Milan’. La famosa galleria Londinese ha deciso di aprire il suo primo spazio internazionale a Milano, andando contro ad ogni previsione che vedeva l’arte in Italia attaccata ad una flebo.

Nicholas Logsdail, ha deciso che la citta’ Lombarda e’ il posto adatto per continuare quel mercato dell’arte iniziato a Londra negli anni 60’ e che ha permesso la scoperta e la promozione dinuovi artisti nel panorama mondiale. Il direttore della Lisson Gallery ha visto grandissime prospettive per quest’Italia, con cui ha sempre avuto delle fortissime collaborazioni, perche’ riesce ad equilibrare la tradizione antica e quella presente con legami che pochi paesi possono permettersi.

A noi non ci resta che sperare che questo sia solo il primo passo verso un’unione artistica che premi anche tantisimi talenti italiani con una bella vetrina europea.

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